• Laura Marino

La forma della Carta

Aggiornato il: 21 set 2019

Il precedente post pubblicato sulla carta parlava delle caratteristiche e del suo aspetto, ma di cosa è fatta la carta?

Durante la visita alla cartiera a cui accennavamo nel primo articolo abbiamo potuto apprendere anche informazioni riguardo le materie prime vegetali utilizzate per la costituzione della carta. Il processo di lavorazione in cui le fibre vengono assemblate è denominato feltrazione. Additivi quali collanti e coloranti possono essere inseriti nella fase produttiva come trattamento superficiale per ottenere spessori, colorazioni e adesività dei supporti.




MATERIE PRIME


POLPA DI CELLULOSA VERGINE

E’ la materia prima principale per la produzione della carta. I trattamenti di costituzione più recenti, cui sono sempre più orientate le cartiere, prevedono lavorazioni Chlorine Free, che a seconda dei processi, hanno un impatto ambientale diverso, più o meno ecologico (minore uso d’acqua, riduzione/eliminazione del cloro per lo sbiancamento).


PASTA DI LEGNO

Per sua natura e caratteristiche organiche è considerata meno nobile della cellulosa perché più inquinata da sostanze che modificano la colorazione o la resistenza, apprezzata invece per quelle lavorazioni che devono avere più opacità o volume.


CARTE ECOLOGICHE RICICLATE

Si tratta del recupero e utilizzo di fibre di riciclo provenienti sia da scarti di lavorazione di altri cicli che permettono di realizzare un’economia circolare, sia da aree di produzione controllate e sostenibili dove viene sistematicamente ripiantata almeno la quantità di alberi che è stata utilizzata.

Il recupero da macero rappresenta circa il 70% della materia prima impiegata in Italia per la produzione di carta.

Si prestano alla produzione anche piante vegetali quali il bamboo, la canapa, il cotone, il lino, le alghe, la paglia di riso o di mais.

Non tragga in inganno l’idea che siano carte meno nobili, poiché sono ormai applicabili tutte le finiture grazie alla sempre maggiore richiesta e alla conseguente ricerca e sviluppo operati dalla cartiere.


In base poi alla tecnica di stampa vanno fatte due importante distinzioni tra la carta a superficie macroporosa e quella microporosa:


SUPERFICIE MACROPOROSA

Sono genericamente considerate tali le carte non patinate, vergate, filigranate, goffrate, le bianche e colorate (qui ne abbiamo già viste le caratteristiche). Hanno una porosità elevata, ne consegue che assorbano, per penetrazione, la totalità dell’inchiostro rispetto alla stampa su microporosa. Verniciatura e plastificazione richiedono particolare cura per via dell’irregolarità della superficie.


SUPERFICIE MICROPOROSA

A differenza della macroporosa presenta una superficie a pori molto ridotti, parliamo delle patinate convenzionali o speciali.

Eccellenti i risultati in fase di nobilitazione come verniciatura, plastificazione, stampa a caldo e a secco, termografia.


Nel prossimo articolo parleremo di tele e tessuti utilizzati in stampa, stay tuned!

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