• Laura Marino

#rebranding

Aggiornato il: 7 dic 2019

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di riflettere, insieme ad un cliente, riguardo l’evoluzione del marchio aziendale.

Condividiamo volentieri le nostre valutazioni, ma vale la pena prima di accennare una breve panoramica su come è composto un marchio e quali possono essere i motivi per modificare l’immagine che caratterizza e garantisce la riconoscibilità di un brand.



Con logotipo si intende la trasposizione grafica del nome di un azienda o di un prodotto/servizio, accompagnato a volte da un simbolo grafico, il pittogramma, e da un pay-off, sintesi descrittiva di riferimento. Il marchio è l’insieme quindi degli elementi scelti per l’identificazione di cui possono essere registrati disegni, lettere, forme, suoni e colori per tutelarsi da usi scorretti e contraffazioni.


Uno dei motivi principali per creare un nuovo marchio o aggiornarlo è sicuramente il riposizionamento sul mercato di riferimento, per migliorare la percezione del target ed allinearlo alle sue aspettative.


Le aziende si evolvono e così la loro missione e i loro prodotti, il nuovo tono comunicativo potrebbe richiedere una nuova immagine. A proposito di prodotti, la performance negativa di un segmento potrebbe essere determinata proprio dall’errato posizionamento nella mente del consumatore, a causa di un marchio inadeguato.


Qualora si sia incappati in problemi reputazionali è necessario riacquistare fiducia presso i consumatori (imprescindibile l’etica e la liceità!). Oltre alle ovvie valutazioni sull’accaduto e le misure da intraprendere per porre rimedio, il #rebranding può essere una strada da percorrere per la riqualificazione.


Non è da sottovalutare, in ogni caso, che la scelta di un aggiornamento decisivo del marchio sia parecchio impegnativa e serva una pianificazione accurata: il vero motore del cambiamento deve partire dai nuovi obiettivi, dai valori e dalla mission del brand, dopo di che mettere in conto la revisione di tutti quei supporti che lo riportano (insegne, personalizzazione mezzi, cartacei, etc).

Il rischio è ovviamente quello di perdere di riconoscibilità e ritrovarsi con un immagine non più identificativa del proprio business. Ecco perché suggeriamo in alcuni casi di pensare solo ad un nuovo font del logotipo o ad una piccola variazione della grafica (colore/simbolo).



Il #rebranding non deve essere fine a se stesso ma la decisione deve rispondere a domande quali:

- Cosa ci spinge a cambiare?

- Siamo pronti ad affrontare il cambiamento?

- Abbiamo una strategia comunicativa da declinare a supporto?

Saper comunicare efficacemente i motivi del cambiamento deve spiegare al nostro target in modo trasparente e convincente la nostra scelta



Come lavorare dunque in ottica di #rebranding per ottenere un successo?

  • Se l’Azienda se lo può permettere un’indagine di mercato o il lancio di un contest su social networks può aiutare la fase valutativa per ragionare sulla percezione dei consumatori, dialogando con loro, anche con chi non conosce il brand

  • Chi è il vostro target? E’ a loro che dovete parlare con lo stesso linguaggio, suscitando fiducia, e permettendogli di capire immediatamente cosa proponete, quali sono le caratteristiche dei vostri prodotti/servizi.

Un’immagine attraverso simboli, colori e font racconta moltissimo in una manciata di secondi, molto prima che lo faccia una descrizione tecnica o un catalogo prodotti!



Infine una case history recente di #rebranding temporaneo:

#lacoste, brand immediatamente identificabile dall’iconico coccodrillo ricamato, ha deciso di promuovere una causa a favore di dieci specie animali in estinzione, per ognuna delle quali ha prodotto una serie limitata di capi dello stesso numero di quelli ancora in natura. Sul petto, unicamente per i 1775 pezzi unici in vendita, campeggiano ricamati in verde, proprio loro. Iniziativa geniale, no?!


Se hai anche tu l'esigenza di aggiornare o creare un nuovo marchio contattaci e saremo felici di valutare insieme come procedere.

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